Analisi traduttiva con focus sui realia: la traduzione in romeno del romanzo L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito
Mots-clés :
ealia, cultura italiana, tecniche e strategie di traduzione, lingua romenaRésumé
La transizione dal concetto di equivalenza traduttiva a quello di adeguatezza funzionale rappresenta un significativo
progresso nel campo della traduzione. Tradizionalmente, l’equivalenza traduttiva si concentrava sulla riproduzione fedele del
significato e della forma del testo di partenza nella lingua di arrivo. Tuttavia, questo approccio si è dimostrato limitato perché spesso
trascura le disparità culturali, linguistiche e contestuali tra la lingua di partenza e quella di arrivo. Al contrario, l’adattamento funzionale si concentra sull’obiettivo principale della traduzione, che è quello di rendere il testo accessibile e comprensibile al pubblico di arrivo, tenendo conto del contesto culturale e delle norme linguistiche della comunità di arrivo. Pertanto, il processo di traduzione è percepito come un trasferimento culturale, in cui il traduttore agisce come mediatore tra due culture distinte. Questo processo implica una comprensione completa dei contesti culturali, sociali e storici sia del testo di partenza che di quello di arrivo. Di conseguenza, il traduttore assume il ruolo di un negoziatore culturale, sforzandosi di trovare un equilibrio tra fedeltà al testo originale e comprensibilità e accettabilità all’interno del contesto di arrivo. Questo articolo si propone di identificare i realia specifici della cultura italiana che sono incorporati nel romanzo di Giulia Caminito L’acqua del lago non è mai dolce e di analizzare le tecniche e le strategie impiegate per la loro traduzione in romeno nella versione proposta dalla traduttrice Oana Sălișteanu.